
venerdì 2 aprile 2010
Pensieri

martedì 30 marzo 2010
L'oroscopo dell'ossimoro 30 Marzo 2010

Oggi sento che hai bisogno di sostegno Sagittario..
Potrei aiutarti parlandoti di Davide e Golia, o delle formiche operaie
Non ti parlerò nemmeno della forza di un fiorellino che riesce a nascere e vivere nella nuda roccia o nell’asfalto
Il compito di oggi è conoscere e riflettere sulla vita del salmone
Non ti parlerò di dimensioni e caratteristiche, né della bontà della sua carne
Oggi con te voglio approfondire la sua fase riproduttiva
Il salmone nasce in acque dolci, e lì vive per un paio d’anni circa, prima di iniziare la discesa per il mare
Giunto a quattro anni, nel pieno di forze e maturità, sente l’esigenza impellente di riprodursi, ma dovrà tornare nel luogo d’origine per poter deporre o fertilizzare le uova
Un viaggio nel passato, lì dove tutto iniziò, è un percorso duro e rischioso, sia dal punto di vista interiore che fisico.
Per il salmone lo è soprattutto in senso pratico
Risalire un torrente non è cosa da poco , ci son rapide e cascate, ma il nostro amico non si lascia intimorire, compie salti altissimi e lotta con tutte le proprie forze per superare l’ostacolo, per continuare il suo viaggio verso acque più ossigenate, più adatte al suo scopo
Lo sforzo è però durissimo e di interi branchi solo pochi raggiungono la mèta e di quelli che ce la fanno, molti bruciano le ultime energie per la riproduzione, morendo poi sfiniti senza più riserve di grasso ed energia alle quali attingere.
Pensi forse che il messaggio che voglio darti è che devi imitare la determinazione e il coraggio del salmone?
Che devi pensare a lui, che nonostante la vita durissima e una morte quasi certa non si lascia distogliere dall’ obiettivo?
No, caro Sagittario..voglio parlarti di come avviene concretamente la riproduzione
Le femmine , dopo il tragitto di cui abbiam già parlato, scelgono un’area per deporre le uova, si adagiano su un fianco e, seppur distrutte, iniziano a sbattere vigorosamente la coda spostando pietre e ghiaia, così da creare una buca profonda e lunga quanto necessario
Per giorni la femmina depone le uova , mentre il maschio controlla e protegge il territorio. Solo dopo questa fase il maschio si avvicina e rilascia il proprio sperma sulle uova per fecondarle.
Ecco, questo volevo farti sapere Sagittario
“Il maschio si avvicina alle uova e le feconda”
Alle uova, non alla compagna
Dopo tutta quella fatica
Solo alle uova
Che tu sia un signor salmone o una signora salmone, rifletti su questo oggi
lunedì 29 marzo 2010
L'oroscopo dell'ossimoro

Oroscopo di ispirazione fedemusesca
Pubblicato a cadenza casuale, secondo la disponibilità e il capriccio dell’ossimoro
Dedicato a chi crede solo all’interpretazione della posizione dei propri nervi al risveglio mattutino, analizzando nel profondo la differenza umorale pre e post caffeina (e nicotina per chi ne fa uso) e decidendo in base a questo l’andamento delle 24h successive
ATTENZIONE!!
La veridicità e attendibilità di questo oroscopo è momocertificata, traete da voi le considerazioni del caso
Non adatta ad un pubblico noioso e serioso
Prego astenersi NON perditempo
martedì 23 marzo 2010
Incubi

Mi han detto che se li racconti non si avverano...quindi...vi prego, LEGGETE TUTTI!!e magari diffondete..:o)
Sono ad una festa di partito
Il "leggero" fastidio provato mi fa capire che sono nel bel mezzo di un gruppone del pdl&c
La cosa non è però così sgradevole perché io in realtà me ne resto in disparte e passeggio per questo bellissimo parco con un mio amico
Non so perché ho sognato questo ragazzo che non vedo né sento da secoli, e con il quale a mia memoria non ho mai passeggiato per parchi..
Non posso nemmeno pensare di esserne inconsciamente innamorata, si chiama Gianluca, e il mio inconscio 'sta cosa non la può sottovalutare...:o)
Tra le altre cose suppongo che se il mio io più profondo volesse farmi scoprire sentimenti nascosti, non mi manderebbe a passeggiare con l'oggetto dei miei desideri proprio ad un raduno politico, per di più del pdl!
Cqm...passeggiamo chiacchierando quando ci raggiunge...il verde Umberto..:oS :oO :o(
Ora, visto che si chiama Gianluca, anche nei sogni non può che comportarsi da béstia, e quindi il mio caro amico si allontana abbandonandomi su una panchina con il verdognolo viscidume...
Fingendo di ascoltare parole in una lingua che di italiano ha poco, il mio settimo senso (il sesto lo uso per altro) si mette sulla difensiva..e…TERRIBILE REALTA’!!MI STA FACENDO AVANCES IN CAMBIO DI NON SO QUALE INSERIMENTO NEL MONDO POLITICO!
Povera piccolamò…
Fuggo con una scusa qualunque, pensando seriamente di uccidere il mio amico abbandonatore…e mentre lascio la festa passo davanti al tavolo di un ben noto nano, che come ben sappiamo è meravigliosamente inserito nel mondo circense…
Ora…qualcuno potrebbe analizzare questo incubo?
E qualcuno potrebbe cortesemente rassicurarmi sul fatto che avendolo raccontato più e più volte oltre a non avverarsi, NON LO SOGNERO’ MAI PIU’!?!?!?
E si che di incubi son pratica..ma questo è proprio pessimo…:o(
martedì 22 dicembre 2009
Se muoio sopravvivimi

che tu risvegli la furia del pallido e del freddo
da sud a sud alza i tuoi occhi indelebili,
da sole a sole suoni la tua bocca di chitarra.
Non voglio che vacillino il tuo riso né i tuoi passi,
non voglio che muoia la mia eredità di gioia,
non bussare al mio petto, sono assente.
Vivi nella mia assenza come in una casa.
E' una casa sì grande l'assenza
che entrerai in essa attraverso i muri
e appenderai i quadri nell'aria.
E' una casa sì trasparente l'assenza
che senza vita io ti vedrò vivere
e se soffri, amor mio, morirò nuovamente.
giovedì 1 ottobre 2009
Le parole meno
Di parole ci siamo ricoperti
Le abbiamo usate per ripararci dal gelo, come un piumone caldo d’inverno
Quasi sempre mio, il gelo. Tu portavi la solidità di un sorriso calmo, di uno sguardo protettivo
Ascoltavo i tuoi pensieri senza sapere quanto mi sarebbero mancati
Non ho mai immaginato mi potessero mancare
Le nostre anime passeggiavano tenendosi per mano, da quel giorno in cui si incontrarono amiche, per sempre
E da te correva la mia quando il peso del vivere mi faceva vacillare, da te trovavo e respiravo conforto. Riparo.
Ti ho respirato si, con la stessa stupida sicurezza con la quale bevo un bicchiere d’acqua fresca, senza sapere che la sorgente non è illimitata
Non ero pronta per un addio
Non sarò mai pronta per un addio
La notte in macchina è ancora con te, per te
Guido io questa volta, guido io da quella volta
Il tuo sorriso è nei miei occhi, i tuoi occhi li tengo nel cuore, il tuo splendido cuore scalda ancora, limpido, puro, sorridente
Sei tu che mi consoli della tua stessa assenza
Ma la tua voce mi manca
Mi manca quel suono che non so trovare altrove
mi manca la cornetta che mi parla di te, mi manca anche il silenzio della tua voce
Mi manca talmente che parlo solo io, come è sempre stato poi..
Parlo per uccidere questo nulla, nella folle speranza che tu mi ascolti ancora
Io ti ascolto sempre
Sognando la tua voce
giovedì 24 settembre 2009
Un antico carteggio

Sono sempre qui immobile, fisso, pronto ad accogliere tutti e tutto, uomini donne cani gatti - l’accostamento è casuale ma alcuni di voi concorderanno che a volte la casualità ci azzecca.
Eccomi qui, non ho un attimo di riposo, impegnato a far riposare gli altri, non posso ribellarmi. Ho braccia, piedi, un corpo robusto, ma non la bocca porca vacca! Mastro ciliegia poteva pensarci nella notte dei tempi ed invece. Sono colorato, a volte elegante a volte come dite voi “scaciato”, vestito e rivestito ma sempre immobile e senza parola.
A volte vorrei scappare, lasciando un biglietto “E ora attaccateve a sta sedia”, ma non posso, in fondo sono al centro delle loro vite. Sono il relax quando si gettano su di me esausti dalla vita, in me cercano coccole avvolgenti in momenti di tristezza, la loro zattera quando il mare è tempestoso, compagno di abbuffate alimentari mentre divorano immagini dal rettangolo di fronte a me, sede degli amplessi più impetuosi ed inaspettati altro che il collega dell’altra stanza – lui in fondo sta meglio di me o forse peggio, vabbè ci devo pensare poi vi dico.
Ora che ci penso, ora che mi sono sfogato sto già meglio, molto meglio, in fondo non è così male, ho un tetto dove dormire – quando me lo permettono – amici, sempre immobili, ma almeno possiamo farci quattro chiacchiere.
Basta lamentarsi, devo riprendere il controllo, loro si fidano di me, contano su di me!
A proposito stanno rientrando, la chiave gira nella toppa della porta vi devo lasciare poi ci sentiamo
Diwan, il turco